Comunicare Vita

Ci trovi anche su facebook, twitter, google+

Tutte le News di COMUNICARE VITA!

LA GIRAFFA MACCHINISTA

la giraffa macchinista

In un lontano e sperduto paese dell'Africa viveva una giraffa di nome Betta Era una giraffa piuttosto eccentrica visto che sapeva parlare . Le sue compagne per questo l'avevano emarginata, proprio non capivano quei suoni strani che emetteva, perciò non aveva amiche tra di loro e i suoi genitori vivevano lontani da lei .

Per fortuna era amica di jordan, un pappagallo che viveva nella casa del sindaco del paese vicino . Vicino si fa per dire visto che in Africa i paesi sono pochi e distantissimi tra loro. Jordan e Betta si facevano delle lunghe chiacchierate e si confidavano i loro sogni, le loro aspirazioni. Betta che come passatempo gli piaceva guardare i treni che sfrecciavano lungo la ferrovia che attraversava la prateria ,aveva da sempre desiderato di guidare un treno e quindi fare la macchinista. Un bel giorno stanca di vivere in quella situazione dove nessuno sembrava capirla e considerarla, decise di andarsene da li. Chiamò il suo fedele amico Jordan e gli disse: Amico mio io, voglio andarmene da qui, voglio realizzare il mio sogno e diventare una macchinista, ti prego mi devi aiutare. Cosi jordan parlò al suo padrone del desiderio della sua cara amica . Il sindaco, un panciuto e opulento signore di colore di nome Meleck Bousin, fu ben disposto ad accogliere Betta per un colloquio . Il giorno dopo si incontrarono e la giraffa gli spiegò cosa voleva fare. IL sindaco gli disse : Capirai mia cara che il tuo caso è molto insolito, direi unico . Non si è mai visto al mondo una giraffa parlante e tanto meno una giraffa che guidi un treno. Vedrò cosa posso fare per te . Intanto ti consiglio di frequentare la scuola per macchinisti che sta qui in paese, cosi prenderai la patente e sarai in regola. E così fu, prese la patente in pochi mesi, il suo maestro era alquanto stupito non aveva mai avuto una allieva cosi brava . Sembrava avesse da sempre guidato treni. Betta che ora viveva in paese era contentissima, ma ora doveva fare il passo successivo, cioè trovare chi gli affidava un treno da portare. Il sindaco nel frattempo gli aveva dato una lista di stazioni che cercavano un macchinista. Betta ringraziò e si mise in cammino . Cominciò dalla città più vicina che distava da li almeno trecento e cinquanta chilometri. Dopo un lungo e faticoso viaggio arrivò a Johannesburg il capo delle ferrovie locali la accolse con disappunto e disse : Ma come !! una giraffa parlante che vuole guidare i miei treni ??!! e senza fare tanti complimenti ridacchiando la congedò. E come se non bastasse a peggiorare la situazione c'era il fatto che i treni dovevano essere appositamente modificati tagliando il tetto della locomotiva a causa del lungo collo della giraffa che altrimenti non poteva stare in i una cabina normale. Così Betta posso altre quattro, cinque ….sei....dieci...quindici...trenta stazioni ma nessuno la voleva . Così affranta e sconsolata decise di tornarsene a casa, ma almeno il ritorno voleva farlo in treno, così prenotò un posto nel vagone merci del treno diretto al suo paese. Sali in treno e subito passo il bigliettaio che era un anziano signore con la barba lunga e i capelli lunghi e grigi, si chiamava Leo era il più anziano dipendente dalla ferrovia africana, aveva l'incredibile età di centoventotto anni e si rifiutava categoricamente di andare in pensione. I due fecero subito amicizia, Leo prese a raccontare alla giraffa la storia delle ferrovie, lui era un grande appassionato e aveva addirittura scritto un libro sull'argomento. Cosi dopo un lungo monologo di Leo chiese alla giraffa : E tu che ci fai qui ? Betta racconto tutto d'un fiato la sua storia e quando ebbe finito l'anziano ferroviere gridò : Jamaica !! Jamaica !!! devi andare li c’è un paese che sono anni che cercano un macchinista, sembra che il treno arrivi fino a un certo punto e poi si fermi, prova ad andare vedrai ti accetteranno anche se sei una giraffa. Così Betta dirotto verso il più vicino aeroporto e compro un costosissimo biglietto . Giunta in Jamaica, incontrò subito il capo delle ferrovie che rimase anche lui sbigottito nel vedere una giraffa parlante che pretendeva di voler portare un treno. Ma non poteva perdere questa occasione. Spiego alla giraffa che c'era un treno che era più volte partito dalla stazione ma non aveva mai raggiunto la stazione successiva . La causa era il villaggio di Santa Maria Alegra . I loro abitanti erano degli accaniti fumatori di una strana e puzzolente sostanza che metteva allegria e spensieratezza a chi fumava o annusava quel fumo. Così accadeva che il treno in questione che doveva per forza passare di li aveva una battuta d'arresto. Infatti quando il treno arrivava in prossimità di Santa Maria Alegra, a ben poco serviva la forza di volontà del macchinista che appena annusava quel fumo fermava il treno e si metteva a ballare e a cantare e così pure i passeggeri. Il capo delle ferrovie spiego a Betta che avevano sostituito molti macchinisti nel corso degli anni , ed erano venuti da vari posti del mondo , ma nessuno aveva mai portato il treno oltre quel limite. Arrivò il fatidico giorno e avevano persino modificato la locomotiva per consentire che Betta uscisse con il suo altissimo collo. La banda del paese era pronta a suonare e i giornalisti ansiosi di assistere allo straordinario evento. Ed ecco Betta che arriva vestita con una tuta blu con bretelle e in testa portava un cappello da capotreno. La banda iniziò a suonare e i flash dei fotografi luccicavano qua e la. Una folla festante applaudì l'arrivo di Betta ma quando salì nella locomotiva si misero tutti a ridere.....era proprio buffa, ed era alquanto strano vedere un treno con una testa di giraffa che sbucava dal tetto della locomotiva. Era tutto pronto, il capostazione fischio e la giraffa Betta fece partire il treno....di nuovo applausi . Dopo qualche minuto il treno aveva già quasi raggiunto una buona velocità e di li a poco sarebbe arrivata nei pressi di quel fumoso paesino di S. Maria Alegra . Betta era molto agitata, non sapeva cosa fare e non aveva idea di cosa le sarebbe capitato nell'attraversare quella nube . Ed ecco in lontananza spuntare il campanile della chiesa di santa maria alegra, era l'unico edificio visibile, il resto del paese era immerso in una nube di fumo, Betta cominciò ad agitarsi e mano a mano che si avvicinava al paese sperava con tutto il suo cuore di superare quella fatidica barriera, dopo di che era sicura che avrebbe realizzato il suo sogno. Mancavano pochi metri alla nube......3...2...1...la giraffa trattenne il fiato chiuse gli occhi e …..dopo qualche secondo riapri gli occhi, e con suo immenso stupore si accorse che la fatidica nube era sotto di lei, si avete capito bene proprio sotto di lei fortunatamente. Betta essendo una giraffa aveva un collo sufficientemente lungo da oltrepassare la nube tossica, in questo modo poteva tranquillamente portare il treno fuori dal paese senza essere vittima di quel fumo visto che il suo naso era ben in alto . Evviva !!! gridò la giraffa euforica …..ce l'ho fattaaa !!….. e anche i passeggeri contenti gridarono felici : Evviva Betta !!! !!!!! E cosi da allora in poi il treno prese finalmente a funzionare regolarmente . Betta riusci a coronare il suo sogno che sembrava impossibile di diventare una macchinista, diventò famosa in tutto il mondo e molti turisti venivano a vederla . Il capo delle ferrovie gli diede in premio un parco tutto per lei, così ancora oggi Betta vive felice sfrecciando con il suo treno con un profondo convincimento : tutto al mondo è possibile !!!

Pin It
e-max.it: your social media marketing partner

Tags: fiabe

Seguici sui social

Resta sempre aggiornato seguendoci nei social. Aiutaci condividendo con i tuoi amici le nostre iniziative.