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Amore per la vita

Amore per la vita. Così possiamo sintetizzare il concetto del principio Biocentrico.
Ma non è da un concetto che nasce questo principio bensì da un’ osservazione, da un’esperienza, da una conclusione così tanto evidente e ovvia  quanto indimostrabile. Vediamo.

Questo infinito sistema vivente che è l’universo si organizza in funzione della vita regolandosi alle leggi  che la governano e ne permettono l’evoluzione e la conservazione.
La vita in questa ottica diventa indiscutibilmente il fulcro dell’intero universo, ciò che di più prezioso e sacro possediamo.
Tutte le leggi che regolano la società attuale sono fondate secondo il modello antropocentrico che vede l’uomo come centro di tutto l’universo e sono visibili; inutile evidenziare come il distacco graduale dalla natura e dalle leggi universali che la governano abbiano portato l’uomo a evidenti disastri e mostruosità negando la propria umanità e violentando la natura e la vita in ogni sua forma.
E’ urgente quindi il ritorno alla natura e con essa il recupero della conoscenza delle sue leggi, una conoscenza che non deriva da una elucubrazione mentale ma da una connessione profonda con i nostri istinti, il nostro cuore e dal sentire che spontaneamente ne deriva.
Recentemente, parlando proprio di questa possibilità, ho commentato un post su facebook. Il commento di un’utente è stato molto esplicito chiedendomi se credevo ancora al “mulino bianco e alla sua famiglia”.
Già, sembra che gran parte dell’umanità sia vittima di un ipnosi di massa data dai media e dalla credenza radicata  per cui la vita debba essere SOLO sofferenza, dolore, fatica, paura.
Ma quando sono le cariche istituzionali  che parlano di felicità umana, di principio Biocentrico, di leggi che proteggono madre terra questi principi sembrano acquisire importanza ed autorevolezza.
Nel 2012 Evo Morales parla alle nazioni unite a proposito del 21 dicembre 2012 e del famoso calendario Maya che per alcuni segnava la fine del mondo fisico. Queste le parole importanti e rivoluzionarie che ha pronunciato:
“Gli scienziati sanno molto bene che questo segna la fine di una vita antropocentrica e l’inizio di una vita biocentrica.  E’ la fine dell’odio e l’inizio dell’amore. La fine della menzogna e l’inizio della verità. E’ la fine della tristezza e l’inizio di gioia. È la fine della divisione e l’inizio dell’unità.”
La Bolivia di Evo Morales ha promulgato una legge fondamentale, la “Legge quadro della Madre Terra e dello sviluppo integrale per il vivir bien” che fornisce il quadro legislativo di riferimento da cui deriveranno tutte le leggi che in qualche modo riguardano l’argomento.  La si può definire come una delle leggi ambientali più avanzate e radicali del mondo, poiché introduce una visione del mondo e della natura piuttosto diversa  da quella a cui siamo abituati e indica come deve essere perseguito lo sviluppo integrale al fine di vivere in armonia con la natura.
La Bolivia ha dimostrato una notevole lungimiranza e un grande coraggio adottando la Legge quadro, scritta con il contributo delle associazioni di base e indigene, con cui sfida un sistema dominante che  ancora oggi concepisce la natura, l’ambiente e le persone come risorse da sfruttare e da piegare agli interessi economici.
Infatti questa legge, che segue la Legge dei Diritti della Madre Terra del 2010, sposta la visione del mondo da una concezione antropocentrica ad una biocentrica ed olistica, che attribuisce alla Natura e agli esseri umani pari diritti.
E che dire dell’allora presidente dell’Uruguay José Mujica che si rivolge così alla platea del summit di Rio:
“Perché si deve pagare una quantitá di rate: per la moto, per l’auto e paga una quota e un’altra e un’altra ancora...
E allora uno si fa questa domanda: questo é il destino della vita umana?
Queste cose che dico sono molto elementari: lo sviluppo non puó essere contrario alla felicitá. Deve essere a favore della felicitá umana; dell’amore sulla Terra, delle relazioni umane, dell’attenzione ai figli, dell’avere amici, dell’avere il giusto, l’essenziale. Precisamente. Perché é questo il tesoro piú importante che abbiamo: la felicitá!
Quando lottiamo per l’ ambiente, dobbiamo ricordare che il primo elemento dell’ ambiente si chiama felicitá umana!”.
Quindi è questo a rappresentare la crisi globale, cioè la caduta graduale di un modello esistenziale  anti vita a favore di un nuovo modello che generi felicità anziché infelicità, un nuovo paradigma.
Una nuova possibile concreta possibilità esiste e caratterizza tutto il lavoro che noi dell’associazione “Comunicare Vita“ stiamo facendo proponendo attività ed esperienze che ci aiutino a ristabilire questa armonia tra noi e la natura.
Le relazioni tra sè gli altri e l’ambiente cambiano quando si spostano dal pensiero logico all’esperienza profonda e integrante di sperimentare e sentire la vita. Si sa, ciò che è logico per il cuore e terribilmente complicato per l’intelletto.
A te che stai pensando che io sia un’idealista e creda alle utopie rispondo:
certo! sono un idealista e credo nelle idee nobili che partono da un sentire, da un sentimento di amore per la vita che le fa crescere e nascere e sviluppare.
Mi rivolgo ancora a te, guardati intorno e osserva tutti gli oggetti che vedi, tutti loro prima di esistere erano un’idea e molti di loro cento anni prima erano considerati delle utopie, delle fantasie.
La nostra realtà comincia a prendere forma a partire dalle nostre idee, le emozioni i sentimenti e le azioni lavorano in sinergia perché si concretizzi nella forma fisica, la materialità delle cose  altro non è che la manifestazione più visibile della danza cosmica a cui ogni istante più o meno consapevolmente partecipiamo.
Quando riconosciamo questo riconosciamo la vita nella sua essenza sacra e l’energia potente che la muove.

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Tags: biocentrismo, amore, ambiente

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